Non chiamatele suffragette

 

Le chiamavano così, ma non è che mi piaccia molto come definizione… Sembra riguardare qualcosa di piccolo e tutto sommato trascurabile, di un gioco, di uno scherno, una diminutio insomma.

In una parola, la trovo una definizione riduttiva.

Le voci delle donne che hanno conquistato il diritto di voto, nell’Inghilterra del 1918 o quasi trent’anni dopo in Italia, sono come un coro che canta all’unisono la stessa canzone, pur con parti e ruoli differenti. Una polifonia ineguagliabile.

Forse ciò che più mi allontana da questo termine che ci consegna la storia è l’idea che…
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